Andrea Aversa - Un Ete' Italien

Fascismo e memoria collettiva (cliquez ici pour la version francaise)

In che modo la memoria collettiva si forma, trasforma, ridefinisce il passato per offrire alle nuove generazioni uno sguardo diverso e perfino una nuova versione della nostra storia? Partendo da una visione del quotidiano come stratificazione di simboli, oggetti e luoghi, nelle sue opere Andrea Aversa costruisce delle 'messe in scena' che considerano la cultura pop contemporanea come un grande contenitore dove passato e presente sono costantemente intrecciati. Il suo lavoro unisce spesso materiali d'archivio e materiali di finzione, e costruisce dei dispositivi di lettura della storia verosimili ma discutibili rispetto alla versione ufficiale. Negli ultimi anni la ricerca dell'artista si e' rivolta all'analisi della costruzione del potere fascista attraverso l'uso dei media e dell'architettura. Il progetto si articola attraverso due fasi produttive distinte: la prima inerente alla ricerca plastica dell'artista, costituita da installazioni, sculture, disegni e fotografie. La seconda condotta insieme al pubblico attraverso un ciclo di laboratori e incontri: la ricostruzione della palestra privata del Duce al Foro Italico attraverso i disegni dei bambini, lo svolgimento di classi di ginnastica dolce per anziani, un laboratorio di orticultura che evoca il periodo autarchico...
Con il progetto 'Ete' Italien', Aversa coinvolge il proprio pubblico nel processo di costruzione di nuove memorie collettive, che servano non solo da strumento critico per la lettura del passato ma anche come strumenti di appropriazione culturale del nostro spazio e del nostro sapere comune. La timeline proposta qui sotto non vuole avere la presunzione di essere esaustiva, ne' esemplificativa. E' un elenco di date, luoghi, simboli del Ventennio in cui Aversa si e' imbattuto durante le sue ricerche o verso cui si e' semplicemente sentito attratto per curiosita' o vicende autobiografiche; questi elementi trovano -talvolta con ironia- il proprio corrispettivo nell'impianto espositivo qui proposto dall'artista.


1942

  • Battaglia di El Alamein

    Da Wikipedia: 'Il 29 giugno Benito Mussolini era partito dall'aeroporto di Guidonia per poter assistere in prima persona alla battaglia: indossava la divisa di Maresciallo d'Italia ed aveva il proposito di sfilare vittorioso in Alessandria d'Egitto (o addirittura al Cairo) sopra un cavallo bianco alla testa delle truppe italiane. Per timore di un attacco nemico il Duce si tenne a 1800 km dal fronte e, ignorato da Rommel che non ando' a salutarlo, trascorse il tempo andando a caccia nell'attesa della vittoria; il 20 luglio pero', quando si rese conto che il successo non arrivava, lascio' l'Africa per tornare in patria.'

  • Mitopoiesi (2014)

    La stele del Duce (eretta al Foro Mussolini nel 1932) e' inserita con un fotomontaggio in un decoro orientale, piu' precisamente nel deserto egiziano, instillando la falsa idea che il monolite sia stato portato dai fascisti a Roma come trofeo di guerra. Un doppio interruttore, posto sulla parete del display obelisco, aziona le due immagini che compongono il fotomontaggio, creando una sovrapposizione falsamente didattica. Il titolo evoca la Mitopoiesi come processo di costruzione della memoria collettiva a partire dalla stratificazione di diverse testimonianze e racconti, non necessariamente veri, riferentesi allo stesso avvenimento storico.

1939

  • Costruzione del Teatro Massimo a Lecce, opera di Luigi Piccinato

    Esempio di architettura razionalista, l'intervento rientra nell'ambito della programmazione di una nuova espansione avviata durante il ventennio fascista nell'area urbana di Lecce. (Aa. Vv., Territori del cinema, Roma, Gangemi Editore, 2013)

    Conversione del teatro in un cinema, installazione dell'insegna 'Multisala Massimo' (1997)

    Questo esempio di riappropriazione del patrimonio comune, la conversione dell'opera di Piccinato in luogo privilegiato per la cultura popolare contemporanea (il cinema multisala), ha ispirato la serie di diapositive "POP"

  • POP (2013 - in corso)

    Le architetture e i monumenti fotografati sono trasformati attraverso l'applicazione di decalcomanie su film fotografico: l'insieme dei font e dei simboli grafici utilizzati rimanda ad elementi della cultura popolare (ad esempio fumetti e romanzi grafici), e sdrammatizzano l'austerita' delle opere fotografate, offrendone una nuova lettura.

1939-1938

  • M.A.M.I. Mostra Autarchica del Minerale Italiano, Circo Massimo, Roma

    Il programma d'insieme della mostra e' ispirato al seguente tema: 'Dopo una rapida ricognizione delle risorse minerarie dell'Italia e dell'Impero e delle conquiste dell'ingegno per sostituire le materie prime importate, documentare, in successivi padiglioni, quanto e' stato fatto e puo' farsi per lo sfruttamento del sottosuolo e la valorizzazione del minerale italiano, al fine di raggiungere il massimo dell'autarchia in questa importante branca dell'economia nazionale.'
    (P.N.F., Guida della Mostra, Roma, Pubblicazioni Ufficiali della Mostra Autarchica del Minerale Italiano, 1938)

  • M.A.M.I. (2013-2012)

    Questa serie di sculture composte da materiali di recupero si ispira al display propagandistico del regime fascista, e fa da eco alla Mostra Autarchica del Minerale Italiano; i minerali sono qui dei semplici rifiuti industriali, urbani, di cantiere; sono la pietra scartata il cui valore simbolico fa da contraltare alla Mostra del regime, esaltandone con ironia i suoi contenuti illusori. L'utilizzo del mezzo fotografico come mezzo di sublimazione estetica rende questi assemblaggi dei simulacri.

1937

  • L'Obelisco di Axum viene trafugato dall'omonima citta' sacra dell'Etiopia e installato a Roma, di fronte al Circo Massimo, per celebrare la conquista dell'Impero.

    L'Obelisco di Axum viene colpito da un fulmine, la sommita' e' seriamente danneggiata (2001)

    L'Obelisco e' finalmente restituito all'Etiopia (2005)

  • Fino all'ultima scheggia (In corso)

    Progetto di rimpatrio in Etiopia di una presunta scheggia dell'obelisco di Axum, raccolta nelle vicinanze dell'obelisco pochi giorni dopo il temporale del 2001.

1936

  • Profilo del Duce scolpito alle pendici del Monte Pietralata, provincia di Pesaro e Urbino.

    Su progetto dell'artista Oddo Aliventi, la Milizia Forestale locale esegue attraverso un sistema di muri a secco e di scavi il profilo del Duce. L'opera e' ancora parzialmente visibile, nonostante i tentativi di distruzione nell'immediato dopoguerra.

  • M.A.M.I. Testa di Mussolini scolpita nella rocccia (2013)

    Cio' che sembra essere una roccia, una pietra granitica, e' in realta' una scultura in cartapesta. Il volto di Mussolini non e' scolpito, bensi' disegnato con grafite. La scultura ha due piedestalli: la versione 'mimetica', quasi a evocare le -fittizie- doti naturali della scultura, e uno di 'rappresentanza', a forma di obelisco.

1936

  • Palestra privata del Duce al Foro Mussolini, opera di Luigi Moretti

  • Un Ete' Italien. Progetto di laboratorio artistico per bambini (2015)

    Il laboratorio e' volto a ricostruire attraverso i disegni dei bambini la palestra privata di Benito Mussolini al (ex) Palazzo delle Terme del Foro Italico a Roma. L'opera di Luigi Moretti prevede l'impiego di 264 lastre di marmo pavonazzetto tagliato contro falda per specchiare il disegno delle nervature. Ogni lastra e' stata ridisegnata seguendo il disegno originale ed elaborata fino a ottenere il proprio stencil in scala ridotta. Gli stencil e il loro foglio di supporto verranno messi a disposizione dei bambini per le loro creazioni (disegni, pitture...). Attraverso la tecnica dello stencil, i bambini produrranno due versioni della palestra: quella ottenuta da tutti i loro disegni e quella creata a loro insaputa, una volta separato lo stencil dal foglio di supporto. L'idea di laboratorio si sviluppa intorno all'azione inconsapevole dei bambini: il loro gesto espressivo, raccolto da un supporto a due facce come lo stencil e utilizzato per comporre un disegno finale diverso dal loro, diventa metafora dell'inconsapevolezza con la quale gli italiani si gettarono nelle braccia del fascismo.

1935

  • Istituzione del Sabato Fascista

    E' stato istituito col r. decr.-legge 20 giugno 1935, n. 1010 (legge 30 dicembre 1935, n. 2261), per poter svolgere le attivita' di carattere addestrativo prevalentemente premilitare e postmilitare e altre di carattere politico, professionale, culturale, sportivo del popolo.
    (Romeo Vuoli, Enciclopedia Italiana, Treccani, 1938)

  • Un Ete' Italien. Progetto di corsi di ginnastica dolce per anziani (2015)

    In questa fase del progetto, conseguente alla creazione della nuova palestra del Duce ad opera dei bambini, verranno coinvolte persone di eta' superiore a 70 anni attraverso delle lezioni di ginnastica dolce. Queste lezioni si svolgeranno all'interno della palestra del Duce realizzata dai bambini. Il riferimento alla simbologia della palestra originale e' forte ed evidente, eppure dovrebbe gia' essere chiaro come la carica simbolica della palestra del Duce sia, per cosi dire, scaricata e svuotata del suo contenuto originale. Il culto privato del corpo del Duce lascia spazio a questo processo di appropriazione, divenendo culto (inteso come cultura, occupazione, momento si socialita' condivisa) collettivo a beneficio di tutti. Da una ginnastica 'd'assalto' (salto della baionetta, salto del fuoco, salto dei commilitoni...) a una ginnastica conservativa. Il ciclo di incontri si svolgera' idealmente in un ambiente che riportera' alle pareti la nuova palestra dei bambini, riprodotta in scala specifica al luogo prescelto.

1935

  • Periodo delle sanzioni - La politica economica fascista dell'Autarchia

    In Italia la politica autarchica del fascismo fu incentivata dalle sanzioni decise dalla Societa' delle Nazioni a seguito dell'invasione dell'Abissinia (1935), e fu affiancata da una martellante propaganda sull'autosufficienza e la 'italianita'' dei piu' diversi prodotti.
    (Dizionario di Storia Treccani)

  • Coltiviamo le Erbacce! Progetto di laboratorio di orticultura (2015)

    Proposta di laboratorio in cui saranno raccolte e coltivate cicoria e altre specie di piante spontanee tipiche del suolo romano. Simbolo di resistenza e tenacita', le erbacce sono un elemento tra i piu' caratteristici del paesaggio romano, presenti ai piedi di ruderi e rovine, tra i monumenti, i sampietrini e il ciglio delle strade. Il laboratorio non e' una mobilitazione per il decoro urbano, ma un invito ad osservare il proprio habitat, imparare a riconoscerne la ricchezza e le stratificazioni che lo compongono, siano esse architettoniche, urbanistiche, sociali e quindi anche vegetali. Con riferimento a Roma, alla sua storia e alla sua architettura, Georg Simmel parla a ragione di un insieme di elementi che riuniti donano un'impressione estetica dall'unita' estremamente fragile e dalla bellezza folgorante: una giustapposizione che nasce non solo dalla successione dei diversi stili architettonici e piani regolatori, ma anche dalla somma delle azioni dell'uomo, dalle piu' complesse alle piu' semplici. Chi non ricorda, anche in tempi recenti, anziane signore raccogliere cicoria al Circo Massimo? Che senso assume questo gesto, cosi tipicamente romano, dall'inconsapevole dote autarchica, se confrontato ad episodi maggiori della nostra storia, come l'Autarchia italiana durante le sanzioni o la gia' citata Mostra sull'Autarchia che ebbe luogo proprio su quegli stessi prati?

1934

  • Stadio dei Marmi, Roma - Saggio ginnico-militare dell'Opera Nazionale Balilla

  • Saggi Ginnici delle Scuole Romane. Esercizio di memoria collettiva (2015)

    In questa fase del progetto, la generazione degli attuali quarantenni sara' chiamata a raccogliere la memoria di come, fino ai primi anni '80, le scuole della citta' di Roma fossero coinvolte in saggi ginnici di fine anno svolti nella cornice dello Stadio dei Marmi. Queste manifestazioni erano vissute come un momento pubblico istituzionale, quasi a voler proseguire la cultura della disciplina, del rigore e della formalita' educativa propri del Ventennio fascista. In un esercizio di recupero e ricostituzione di una memoria collettiva assai specifica della citta' di Roma e della quale non esiste ad oggi una documentazione rilevante, si provera' a raccogliere del materiale d'archivio tra testimonianze, fotografie, divise, loghi inerenti a questa tradizione sportiva.

1926

  • Fondazione dell'Opera Nazionale Balilla

  • Un Ete' Italien - Testa di bimbo (2014)

    La testa del bambino conserva simbolicamente i segni della modellazione della creta, i punti di riferimento che servono a riprodurre l'originale. La loro traccia visibile ci parla dell'appropriazione da parte del Fascismo del mito popolare di Gian Battista Perasso, un chiaro detournement di cui il regime si servi' per plasmare il modello di bambino perfetto (il Balilla, appunto).